AMO IL CREATO ...
… ma quanto ci costano gli alberi!
Pianeta, terra, natura, mondo: a noi credenti piace chiamarlo creato. Si tratta di tutto ciò che di bello esiste e in cui siamo immersi, l’universo intero. La custodia e la cura del creato sono inestimabili, perché viviamo tutti in una casa comune da conservare e riguardare, dove io non posso pensare che una mia scelta di vita non abbia conseguenze su tutto il resto e su tutti gli altri. Ugualmente non si può pensare che chi vive situazioni di crisi climatiche ed ecologiche, soprattutto a motivo di povertà e disagi, non c’entri nulla con noi che magari stiamo meglio.
È il tema dell’ecologia integrale, come ci ha ricordato tanto Papa Francesco, soprattutto nella sua enciclica “Laudato si’” e come Papa Leone ci sta insegnando: occorre prendersi cura della Creazione. Dio si manifesta nella sua opera di Creatore e noi ne diventiamo collaboratori.
La tutela dell’ambiente non è astratta, né deve avere nulla di ideologico o di parte, ma è una lotta che viene dal Vangelo, legata alla Pace e alla cura della dignità della vita delle persone. Così ci sollecita l’attuale Pontefice, ispirandosi al pensiero agostiniano: “Non si può amare Dio che non si vede disprezzando le sue creature e non ci si può dire discepoli di Gesù senza partecipare del suo sguardo sul creato e della sua cura per ciò che è fragile e ferito”. La tutela dell’ambiente è una questione di giustizia sociale, economica e umana, sottolinea il Santo Padre.
Che cosa facciamo noi come Comunità pastorale, che cosa possiamo fare?
Me lo sono chiesto tante volte, perché è una tematica d’attualità, ma che non tocchiamo molto nelle nostre parrocchie e gruppi. Sicuramente è indispensabile informarsi e approfondire e inoltre che ciascuno viva con tante attenzioni, senza sprechi e con rispetto del creato.
Poi ho ripensato a una riflessione superficiale che mi è capitato di fare: quanto ci costano gli alberi delle nostre Parrocchie e Oratori! Ne abbiamo quasi duecento e spendiamo decine di migliaia di euro per curarli adeguatamente.
L’ho definita una riflessione superficiale, perché riguarda solo l’impegno economico, la spesa impegnativa che sosteniamo continuamente, ma poi penso anche che è molto bello che delle parrocchie, delle piccole realtà, si impegnino nella custodia di quel pezzettino di creato che è loro affidato: le settanta querce dell’Oratorio di Agrate, la dozzina di ulivi di Caponago, la ventina di tigli di Omate, per esempio. Siamo tenuti a preservare adeguatamente tutti questi alberi e molti altri e questo diventa il nostro modo di partecipare alla cura del creato, all’aria pulita, all’umidità adeguata, a un po’ di fresco che essi salvaguardano nel nostro territorio. Ritengo che possiamo essere giustamente orgogliosi di questo impegno.
Aggiungo che, visto che il peso economico è significativo (solo la potatura delle 70 querce è costata più di 30.000€), potremmo aiutarci a sostenerlo, adottando un albero.
Ecco come suona la proposta.
ADOTTA UN ALBERO DELLA COMUNITÀ!
Puoi adottare uno degli alberi della comunità e dedicarlo a una persona cara, a un figlio appena nato, a una persona che compie gli anni, anche a un caro in Paradiso. Potrai fare un’offerta libera dedicata e riceverai un certificato che attesta il tuo atto, con l’indicazione dell’albero scelto.
Per ora chi è interessato alla proposta trova il modulo “ADOTTA UN ALBERO E DEDICALO A …” nelle chiese, poi potrà consegnarlo nelle segreterie parrocchiali o al parroco. Puoi adottare uno degli alberi della comunità e dedicarlo a una persona cara, a un figlio appena nato, a una persona che compie gli anni, anche a un caro in Paradiso. Potrai fare un’offerta libera dedicata e riceverai un certificato che attesta il tuo atto, con l’indicazione dell’albero scelto.
dM
Ultimo aggiornamento (Venerdì 31 Luglio 2026 09:42)


