Approfondimento:

   Robert Francis Prevost è stato priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino dal 2001 al 2013, ora, Leone XIV è il primo Papa agostiniano della storia. Vita interiore e vita fraterna, sono alcuni ricordi dei dodici anni vissuti da Prevost come priore generale e poi i santi agostiniani ai quali Papa Leone è più legato.

Alla scuola di Agostino
   La spiritualità agostiniana si fonda principalmente su due elementi, che sono quello della vita interiore e della vita fraterna. Sono due esperienze che Agostino stesso, dopo la conversione, ha vissuto con i suoi amici in monastero: prima come monaco, poi come presbitero e infine anche come vescovo, al punto che ha voluto perpetuare quest’esperienza di amicizia in monastero anche da vescovo creando “monasteri di sacerdoti”. La vita interiore, come per tutti i cristiani, è centrale perché il rapporto con Dio è importantissimo. Per Agostino la relazione con Gesù e l’intimità con lui, con l’umanità di Cristo, vanno coltivate ogni giorno. Per gli agostiniani questi due aspetti sono essenziali: la preghiera e la vita comune sono fondamentali. S. Agostino insegna che non è la fatica dell’uomo che può portarlo all’incontro con il Signore, a ereditare il Cielo, ma è il coltivare l’intimità con Cristo, il crescere nell’amicizia con lui, che può operare nel cuore dell’uomo e lo può cambiare. È la grazia, cioè l’opera dello Spirito Santo che trova spazio nel cuore dell’uomo, quando c’è una libertà, una disponibilità dell’uomo, un suo assenso. Agostino parla del Padre come dell’Amante, del Figlio come di colui che è Amato e dello Spirito come dell’Amore che circola tra queste due persone. Pertanto l’esperienza della Chiesa si colloca dentro questo circolo amoroso ed entrare in questo amore della Trinità permette poi di illuminare le nostre relazioni.

Un Papa agostiniano
   Proprio all’inizio del suo Pontificato, Leone XIV ha affermato che il Papa non è un condottiero solitario. Questa è una sottolineatura importante della spiritualità agostiniana, perché il governare non è mai ‘da solitari’ ma avviene in un’esperienza di comunione e sinodalità, ascolto e confronto con l’altro. Poi ha parlato di ponti, relazioni, del colonnato di San Pietro come ‘braccia aperte che accolgono tutti’. È proprio questo sguardo che abbraccia tutti, che è importante: nessuno è escluso da questo sguardo del Papa, perché nessuno può esserlo dallo sguardo della Chiesa.

Testo liberamente tratto da un’intervista al padre Provinciale degli agostiniani per l'Italia Gabriele Pedicin, sul sito unitineldono.it

PS
Venerdì 28 agosto ricorre la festa di s. Agostino, potrebbe essere bello andare a Messa e pregare per Papa Leone
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