VI RACCONTO COME HO CONOSCIUTO IL NOSTRO VESCOVO
   Avevo appena terminato la quinta elementare e, durante l'estate, partecipai alla settimana vocazionale che il seminario della nostra Diocesi di Milano organizzava per i ragazzi; uno degli educatori e animatori era don Mario Delpini. In seguito lo avrei conosciuto molto meglio perché, una volta entrato in seminario, negli anni successivi, lo ebbi come insegnante di greco e di latino, poi dei testi dei padri della Chiesa e, infine, rettore che mi ammise al sacramento dell'Ordine.
   Ma di quella lontana settimana estiva di animazione, gioco e sguardo sulla mia vita ho un semplice ricordo, anzi, un'immagine: don Mario seduto sui binari del treno della stazione di Inverigo.
   Si trattava di una gita nella nostra bella Brianza e della visita al santuario della Madonna della noce; la meta era facilmente raggiungibile dal seminario di Seveso con il treno "delle Nord".
   Mentre attendevamo il convoglio, don Mario ci raccontò una barzelletta (che ricordo ancora) e poi si sedette un attimo sui binari del treno, che allora era normale attraversare a piedi, senza sottopassaggi.
   Stava facendo per noi ragazzi il clown, il cantastorie e ci incantava. 
   Quell'immagine di un piccolo prete seduto sui binari di una stazione singolare, perché è completamente in curva e la linea ferrata è particolarmente inclinata, al punto che i treni sembravano fare un inchino alla sosta, mi è rimasta impressa nella memoria con una simpatia che non mi ha fatto mai temere colui che sarebbe stato docente capace, solerte e preciso di materie impegnative al liceo, né tantomeno rifuggire di affidarmi al giudizio di colui che sarebbe stato l'incaricato del vescovo per aiutarmi a fare la scelta definitiva del diventare prete.
   Ora, ripensando a quel fatto e a mons. Mario, nostro Arcivescovo, vedo il segno di un uomo di Dio che non ha mai fatto mistero della sua ironia intelligente, della sua capacità di toccare gli animi con parole e gesti che non rimangono superficiali. Rivedo quei binari che scompaiono dietro la curva perché il mistero di una vita affidata a Dio lascia intuire un viaggio verso grandi mete e lo spettacolo, là dietro, si rivela ogni volta veramente inaspettato e più bello di quel che ci si attende: è la gioia del fidarsi del Signore, del seguirlo con trasporto e fiducia, è la scoperta di quel disegno meraviglioso che tu non avresti neppure osato pensare su di te.
   Credo sia stato cosi per me e anche per il nostro Vescovo.

d M G