VERGOGNARSI?
La vergogna è un’emozione che si sperimenta quando temiamo il giudizio degli altri o sentiamo di non essere all’altezza. Serve a proteggerci e a guidare il comportamento, spingendoci a rimediare agli errori. Espressa in questo modo, la definizione di vergogna può essere un’esperienza positiva, perché il non “sentirsi a posto” può spingere la persona a migliorarsi e a superare comportamenti scorretti e negativi. Non è invece corretto vergognarsi di situazioni positive, di scelte pensate, coerenti e mature. Sarebbe sbagliato provare vergogna, per esempio, di mostrarsi insieme a una persona che si ritiene amica, ma che non è accettata come tale da altri oppure provare imbarazzo e nascondersi nel momento in cui si deve manifestare la propria posizione davanti a un’ingiustizia. I bambini, che stanno crescendo, si sentono impacciati quando i loro genitori si mostrano affettuosi nei loro confronti davanti ai loro amici e compagni: ma questa è immaturità; impareranno da grandi quanto sia prezioso e desiderabile un abbraccio di papà o di mamma.
E io, credente, devo temere o vergognarmi che il Signore mi voglia bene? Vi sono dei segni esteriori che non urtano la libertà del prossimo, come ad esempio un segno di croce a tavola o passando davanti a una chiesa o a un cimitero. Mi è piaciuto, per esempio, incontrare una classe delle elementari che, con le maestre, si è sdraiata, senza alcuna vergogna, sul sagrato di una delle nostre chiese, sotto il bel sole di questi giorni, per poter fare una copia dal vero di un’opera architettonica bella, qualunque fosse il credo dei piccoli artisti.
L’amore di Dio si manifesta in tanti modi, certamente anche nella bellezza e anche in gesti semplici verso di Lui e verso gli altri.
Propongo, a tutti coloro che possono, un gesto tradizionale e significativo: la PROCESSIONE EUCARISTICA del Corpus Domini, la Processione portando l’Eucarestia, cioè Gesù, lungo alcune vie del paese, a significare che Lui ci vuole bene e vuole esserci accanto laddove viviamo. Sarà un camminare simpatico e allegro, accompagnati dalla nostra brava Banda e sarà anche bello, se chi abita lungo le strade che percorreremo esporrà i due colori dell’Eucarestia, bianco e rosso, o almeno uno dei due o un lumino. Lo si è fatto recentemente per lo scudetto di una squadra di calcio e, a maggior ragione, siamo felici di manifestare quanto ci ama il Signore e di quanto noi amiamo Lui, portandolo in giro per le strade della nostra vita di tutti i giorni. Ma, ricordiamolo, la processione più bella è quella che permettiamo al Signore di fare entrando nella nostra vita per poi raggiungere gli altri.
vostro don Matteo


