“Caro nuovo don degli Oratori e della Pastorale Giovanile, siamo davvero lieti di accoglierti in mezzo a noi e, visto che sei giovane e pieno d’entusiasmo, noi, credenti di queste parrocchie, desideriamo chiederti di:
- riempire di bambini i nostri Oratori
- creare spazi ed eventi per togliere i ragazzi dalla strada
- offrire momenti di studio per chi è in difficoltà
- accogliere tutti, ma anche dare un’identità cristiana chiara agli Oratori
- essere un prete anche attento agli adulti e soprattutto ai più fragili, ai malati e a chi soffre
- organizzare delle sante Messe che facciano accorrere tutti, i più giovani soprattutto
- andare a trovare i malati: un prete giovane li risolleverà di sicuro
- provare a entrare nel mondo della scuola e anche in quello dello sport
- essere guida spirituale attenta, propositiva che accompagni nella crescita le nuove generazioni
- proporre percorsi di maturazione sociale ed ecclesiale, senza dimenticare l’impegno politico”.

   Perdonatemi, mi sono lasciato prendere la mano, dilungandomi nell’elencare le richieste che qualcuno potrebbe rivolgere al nuovo don che è diventato prete da ben… due settimane! Ho posto queste domande sorridendo e mi auguro che nessuno giunga a farle diventare pretese. Il nostro sacerdote novello avrà sicuramente voglia di rimboccarsi le maniche e darsi da fare: è diventato prete per donare la vita al Signore e ai fratelli. La Chiesa è una famiglia con una storia, con un cammino che coinvolge tutti e un prete si inserisce in questa storia, mettendosi al servizio come Gesù e facendo incontrare il Signore alle persone, proponendosi come suo testimone.
   A pensarci bene, forse la prima cosa che possiamo chiedere al nuovo don è: Ciao, don. Posso darti una mano? Se vuoi, io ci sono e ci sto a camminare con te. Grazie per aver scelto di donare la tua vita.”

vostro don Matteo