TRASLOCO
Caro don Davide, non posso e non possiamo non pensare a te in questo momento di passaggio importante. Un pensiero affettuoso a te e al “trasloco” che stai vivendo.
Giunge il momento di partire, arriva il momento di traslocare.
Forse tutti nella vita hanno provato a fare un trasloco, a vivere quella situazione in cui si sa dove andare, ma si sta ancora nel posto che si dovrà lasciare.
Il trasloco è per definizione uno spostamento da un luogo all’altro ed è innanzitutto uno spostarsi, prima che uno spostare delle cose.
Nella vita ho avuto modo di fare un po’ di traslochi e ho imparato a lasciare sempre più cose, a non portarmele dietro, ma a portare in me e “con me” sempre più persone ed esperienze. Una leggenda dice che il nostro vescovo Mario, in ogni trasloco, si sia mosso con una semplice valigia con gli abiti indispensabili. Non so se sia stato proprio così, certamente egli è un uomo di grande essenzialità e anch’io vorrei essere sempre più libero da cose, non semplicemente per non fare la fatica di inscatolarle e di trasportarle, ma perché le uniche cose realmente preziose che abbiamo e che rimangono tali nella vita sono le persone e ciò che si è vissuto, ciò che ha fatto crescere, magari anche con qualche ferita e con qualche cicatrice più o meno visibile.
Così il trasloco avviene, ma non si perde nulla, anzi non si perde nessuno e si procede anche più leggeri, perché le cose che pesano sono sempre meno. E quando parlo di “cose” non intendo solo quelle materiali, ma tutte quelle preoccupazioni che non sono necessarie o primarie per essere felici.
Il trasloco ti obbliga a ricominciare e in un certo senso a dimenticare, a lasciare indietro ciò che poteva in un altro luogo suscitarti ansia e inquietudine. Ma, attenzione: se non si vigila si ricomincia subito con quello stile che rischia di far dimenticare quel che è essenziale e di pre-occuparsi, proprio nel senso di occuparsi primariamente, delle cose e delle prestazioni, di dare a esse spazio nella mente e nel cuore. Se invece in noi, nei nostri occhi, continuiamo a portare le persone, non avremo spazio per trascinarci dietro tutto il restante peso.
Traslocare così è meno faticoso fisicamente, ma soprattutto lo è interiormente, perché si parte senza dimenticare nulla e nessuno di ciò che si è condiviso, gioie e dolori. Portare tutto ciò nell’animo oso dire che potrebbe essere lacerante, ma sarà una ferita che diventa feritoia, cioè un passaggio che rende il cuore sempre più capace di amare, chi hai incontrato in precedenza e chi incontrerai.
Caro don Davide, penso proprio che andrai via con un bagaglio enorme e non di cose. È impossibile dimenticare le persone, sono il tesoro più caro, sono la ricchezza più preziosa. Inizio a ringraziarvi.
Ma tutto questo non avviene solo per un prete che viene destinato altrove, pur nella medesima Chiesa. Questo trasloco è parte della vita di ciascuno di noi, forse è un’esperienza che facciamo quotidianamente: lasciare qualcosa, per portare con sé, dentro di sé qualcuno e non smettere mai di prendersene cura veramente, anche se si vive a distanza. Il trasloco ci può rendere essenziali, cioè attenti a qualcosa di invisibile che è profondamente reale, perché costituisce la nostra anima. Buon trasloco don Davide e buon trasloco a tutti.
il tuo parroco don Matteo
Giunge il momento di partire, arriva il momento di traslocare. Forse tutti nella vita hanno provato a fare un trasloco, a vivere quella situazione in cui si sa dove andare, ma si sta ancora nel posto che si dovrà lasciare.
Il trasloco è per definizione uno spostamento da un luogo all’altro ed è innanzitutto uno spostarsi, prima che uno spostare delle cose.
Nella vita ho avuto modo di fare un po’ di traslochi e ho imparato a lasciare sempre più cose, a non portarmele dietro, ma a portare in me e “con me” sempre più persone ed esperienze. Una leggenda dice che il nostro vescovo Mario, in ogni trasloco, si sia mosso con una semplice valigia con gli abiti indispensabili. Non so se sia stato proprio così, certamente egli è un uomo di grande essenzialità e anch’io vorrei essere sempre più libero da cose, non semplicemente per non fare la fatica di inscatolarle e di trasportarle, ma perché le uniche cose realmente preziose che abbiamo e che rimangono tali nella vita sono le persone e ciò che si è vissuto, ciò che ha fatto crescere, magari anche con qualche ferita e con qualche cicatrice più o meno visibile.
Così il trasloco avviene, ma non si perde nulla, anzi non si perde nessuno e si procede anche più leggeri, perché le cose che pesano sono sempre meno. E quando parlo di “cose” non intendo solo quelle materiali, ma tutte quelle preoccupazioni che non sono necessarie o primarie per essere felici.
Il trasloco ti obbliga a ricominciare e in un certo senso a dimenticare, a lasciare indietro ciò che poteva in un altro luogo suscitarti ansia e inquietudine. Ma, attenzione: se non si vigila si ricomincia subito con quello stile che rischia di far dimenticare quel che è essenziale e di pre-occuparsi, proprio nel senso di occuparsi primariamente, delle cose e delle prestazioni, di dare a esse spazio nella mente e nel cuore. Se invece in noi, nei nostri occhi, continuiamo a portare le persone, non avremo spazio per trascinarci dietro tutto il restante peso.
Traslocare così è meno faticoso fisicamente, ma soprattutto lo è interiormente, perché si parte senza dimenticare nulla e nessuno di ciò che si è condiviso, gioie e dolori. Portare tutto ciò nell’animo oso dire che potrebbe essere lacerante, ma sarà una ferita che diventa feritoia, cioè un passaggio che rende il cuore sempre più capace di amare, chi hai incontrato in precedenza e chi incontrerai. Caro don Davide, penso proprio che andrai via con un bagaglio enorme e non di cose. È impossibile dimenticare le persone, sono il tesoro più caro, sono la ricchezza più preziosa. Inizio a ringraziarvi.
Ma tutto questo non avviene solo per un prete che viene destinato altrove, pur nella medesima Chiesa. Questo trasloco è parte della vita di ciascuno di noi, forse è un’esperienza che facciamo quotidianamente: lasciare qualcosa, per portare con sé, dentro di sé qualcuno e non smettere mai di prendersene cura veramente, anche se si vive a distanza. Il trasloco ci può rendere essenziali, cioè attenti a qualcosa di invisibile che è profondamente reale, perché costituisce la nostra anima. Buon trasloco don Davide e buon trasloco a tutti.
il tuo parroco don Matteo

don Davide e don Nikolas i nostri preti giovani o, meglio, dei giovani
Ultimo aggiornamento (Venerdì 03 Luglio 2026 13:59)


