Cari fedeli della Comunità Casa di Betania,

il 1° settembre ho ricevuto la nomina di Responsabile della Comunità Pastorale di Agrate-Omate-Caponago. L’Arcivescovo Mario Delpini mi manda in questa porzione della chiesa Diocesana, ricca di storia e di fede. Mi è spiaciuto lasciare, dopo nove anni, la precedente Comunità di S. Vincenzo in Cantù-Intimiano, ma sono certo che troverò il Signore Gesù già da tempo all’opera in questo territorio, per radunare un popolo a lui gradito e capace di accogliere la Parola del vangelo, pur nelle fatiche di questa nostra epoca.

Conosco poco la vostra realtà ecclesiale. Certo un po’ me l’hanno raccontata il Vicario di Zona, i vostri preti e anche don Marco Crippa, che è stato coadiutore all’oratorio di Agrate nella sua prima destinazione e che ogni settimana, dal Seminario di Venegono, veniva a Cantù.  Anche don Luigi Vanin, che era nella parrocchia vicina, mi ha raccontato dei suoi anni passati a Caponago. Prima del trasferimento, ero entrato in centro ad Agrate una sola volta per partecipare al centenario di fondazione delle Serve di Gesù Cristo, invitato da Sr. Francesca. Ho percorso più spesso la Strada Provinciale 13 e altre vie periferiche della Comunità Pastorale per andare da Vignate, dove ho fatto il parroco fino al 2014, a Lissone, il mio paese di origine. In realtà sono nato a Piove di Sacco (PD) il 25 gennaio 1952, ma quando avevo 2 anni i miei si sono trasferiti in provincia di Milano per ragioni di lavoro. Della famiglia d’origine mi rimangono ancora un fratello maggiore e due sorelle minori. I genitori e il fratello più piccolo sono già in paradiso.

Sono un prete 5.0, vale a dire al suo quinto trasferimento (le precedenti destinazioni sono state Cesano Boscone, Borgolombardo di S. Giuliano M.se, Vignate e Cantù) e inizio questo servizio con fiducia e serenità. Il mio desiderio è quello di compiere un tratto di cammino seguendo Gesù e imparando da voi ad avere speranza e gioia nel Signore. Mi piace molto il nome della Comunità Pastorale “Casa di Betania” perché esprime un senso di intimità, amicizia e normalità. Senza averlo stabilito intenzionalmente, i volontari di Cantù hanno fatto il trasloco il 29 luglio, proprio il giorno liturgico che ricorda i santi Marta, Maria e Lazzaro, nostri patroni. Per me è stato un segno che mi incoraggiava al trasferimento, nonostante le preoccupazioni per questo incarico e le fatiche di un nuovo inizio.

Grazie per la vostra accoglienza in questi primi giorni di permanenza in mezzo a voi in attesa dell’Ingresso ufficiale che, probabilmente, sarà nel mese di novembre.

 

don Fidelmo