LAICI INTELLIGENTI E BEN ISTRUITINella omelia che Benedetto XVI ha pronunciato in occasione della beatificazione del Card. John Henry Newman domenica 19 settembre a Birmingham, ha citato un famoso appello del beato John Henry per un laicato intelligente e ben istruito:

Voglio un laicato non arrogante, non precipitoso nei discorsi, non polemico, ma uomini che conoscono la propria religione, che in essa vi entrino, che sappiano bene dove si ergono, che sanno cosa credono e cosa non credono, che conoscono il proprio credo così bene da dare conto di esso, che conoscono così bene la storia da poterlo difendere”.

Colgo questa bella occasione anzitutto per stimolare tanti bravi cristiani e cristiane che partecipano alla vita parrocchiale, perché la loro presenza sia più costante e incisiva non solo come presenza alle varie celebrazioni liturgiche, ma anche alle altre iniziative che richiedono un maggior coinvolgimento di tempo e di energie.
E’ passato il tempo in cui il prete era papa e re nella propria comunità.
Una comunità sta in piedi non perché c’è un prete bravo, simpatico, comunicativo… ma perché c’è un bel gruppo di laici capaci di vivere l’esperienza della comunità nella condivisione e corresponsabilità, mettendoci del tempo e delle energie proprie; laici che, quando il prete cambia parrocchia, sono capaci di continuare.
Queste parole del Card. Newman sono anche un invito a “conoscere bene” la propria fede e suonano ancora oggi come uno stimolo a crescere culturalmente, per questo non può un bravo laico accontentarsi di quello che sa e che ha conosciuto tanti anni fa nel catechismo della Prima Comunione; ci vuole un aggiornamento costante e una vita di fede veramente intensa.
Queste parole di Newman, fatte proprie dal Papa, siano per tutti un incoraggiamento a riprendere il cammino con più serietà e responsabilità.

La Redazione CdB Sette
 



 

Ultimo aggiornamento (Domenica 26 Settembre 2010 19:20)