La Crisi, la Speranza e l'AvventoNoi cristiani siamo fortunati perché abbiamo una marcia in più, che è quella della fede.
Per esempio: stiamo vivendo un tempo di difficoltà, di crisi, dove si parla un giorno di ripresa, un giorno di non ripresa, dove un giorno la Borsa è positiva e un altro è negativa… e sembra quindi di galleggiare tra le onde in balìa di chissà quale potere.
In realtà, e questo è la fede che lo dice, siamo sì in balìa di poteri spesso occulti, ma il fine ultimo verso cui stiamo andando non è occulto: stiamo infatti camminando verso la vittoria finale di Cristo sul mondo. Una vittoria scritta sì nel vangelo, ma difficilmente sperimentabile nella vita quotidiana, che ci vede indaffarati, sempre più poveri e disorientati.
Dove sta’ questa marcia in più?
Come si manifesta nella vita di un credente?
Si manifesta anzitutto nel “conoscere la situazione”.
Il mettere la testa sotto la sabbia, come fa lo struzzo, disinteressandosi di quello che capita, è come uno che alza le spalle pensando che questo non lo tocca più di tanto.
Si manifesta anche nella convinzione che gli esseri umani non sono tutti avidi, imbroglioni, egoisti… ma il mondo è pieno anche di gente onesta, generosa, intelligente che pensa e opera per il bene dell’umanità.
Ed infine il credente è guidato dalla certezza che il Signore della storia è Dio e che non ci sta’ guidando verso la distruzione… quindi anche questa crisi ha un suo senso, per farci magari capire che l’economia non è l’anima della storia, ma solo una componente.
Questo può ridarci fiducia, può spingerci ad essere più onesti e giusti, in poche parole, a vivere l’attesa, l’avvento, con uno spirito nuovo e carico di speranza.

Redazione CdB Sette
 

Ultimo aggiornamento (Venerdì 11 Novembre 2011 12:43)