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Cena del SignorePER UNA EUCARISTIA VERA:
in questo mese di aprile cerchiamo di CAPIRE alcune espressioni che si usano nella celebrazione eucaristica


CENA DEL SIGNORE


S. Paolo designa così l’eucaristia della comunità di Corinto (1 Cor. 11,20).
Essa è celebrata alla sera, come avvenne nell’ultima cena, e nelle altre occasione in cui Gesù appare ai discepoli durante il tempo dalla risurrezione alla ascensione.
Questo pasto, in senso letterale, è la “cena del Signore”. Il nome ci ricorda che la messa è un pasto presieduto da Gesù costituito Signore e Cristo dal Padre nella potenza dello Spirito Santo. Noi siamo gli invitati da Gesù, il Signore crocifisso e risorto.
Il messale usa questo nome per preparare i fedeli alla comunione eucaristica e risvegliarli all’ampiezza di partecipazione al mistero. “Beati gli invitati alla cena del Signore”.
La liturgia fa suo il linguaggio della Scrittura per invitare coloro che fanno la comunione, in forma di beatitudine, alla gioia pasquale e messianica.
E’ possibile infatti riconoscere la voce dell’angelo dell’Apocalisse: “Scrivi: be-ati gli invitati al banchetto delle nozze dell’Agnello!” (Ap 19,9). Non si poteva mostrare in modo migliore all’assemblea quanto essa sia traboccate e avvolta dal mistero che celebra. Alla luce dell’Apocalisse, questo mistero non è altro che l’invito a diventare commensali del grande banchetto di Dio (Ap 19,18) per un rendimento di grazie nel cielo.

Se siamo invitati alla cena, non è bene presentarsi al banchetto e non gustare il cibo che ci viene offerto. E’ giusta e completa la partecipazione quindi quando chi è presente si accosta per ricevere la Comunione.
“Ma io non ne sono degno!” così spesso senti rispondere quando inviti alla comunione più frequente. Certamente nessuno è degno di mangiare il purissimo Corpo di Cristo, ma è la liturgia stessa che almeno in due volte ci aiuta a chiede perdono: all’inizio della S. Messa nell’atto penitenziale e immediatamente prima di accedere all’altare quando ci fa dire in risposta all’invito del sacerdote di accostarci alla mensa del Signore: “Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa, ma dì soltanto una parola ed io sarò salvato”.
Accostiamoci dunque con fiducia alla cena che Gesù ci prepara ogni dome-nica.
                                                                                          


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Ultimo aggiornamento (Venerdì 24 Maggio 2013 06:36)