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Buon AnnoCi siamo scambiati con tanto calore ed entusiasmo gli auguri di buon anno, ma dicendo quelle parole che cosa volevamo dire?
Sembra fin troppo ovvio pensare ad un anno in cui tutti possano avere un lavoro stabile, una salute di ferro, un buon gruzzoletto di soldi che permetta di soddisfare le varie esigenze che nascono in famiglia…
Ma lo sappiamo benissimo che spesso questi desideri sono pure utopie, perché le difficoltà del momento sono tante e sicuramente non c’è una prospettiva luminosa davanti a noi.
Che fare?
Sperare di cavarsela affidandosi alla fortuna e giocando magari quel poco che si ha?
Oppure tenendo duro, stringendo i denti e andando avanti nonostante tutto?
E se poi ti capita tra capo e collo un bel licenziamento, cosa fai?
E’ proprio un bel problema!
In alto, dove ci muovono le leve di comando, si urla, si minaccia, si mena il can per l’aia, si tenta, a volte, anche qualche soluzione… ma la realtà è sempre difficile e pare irrisolvibile.
Se guardiamo la storia degli uomini, sappiamo di crisi ancora più profonde, che poi sono state risolte, magari con guerre e con violenze.
Possibile che in tutto il mondo non ci siano persone capaci di usare la testa e il cuore per risolvere i problemi?
Perché ci si deve sempre confrontare con il soldo, con l’economia?
Ciò che conta è l’essere umano con tutte le sue caratteristiche o qualcos’altro?
Anche qui è facile rispondere dicendo come l’uomo sia stato degradato e valutato meno del soldo e allora che fare?
A livello di principio siamo tutti d’accordo che l’uomo deve avere il primato su tutto, ma a chi tocca far rispettare questo?
Qui vengono fuori i buchi neri! Manca l’educazione ai valori già a partire dai più piccoli e poi su,su fino all’adulto.
La Chiesa ha fatto tutto quello che poteva fare in questo campo?
La famiglia dove sta?
La scuola è ancora un luogo dove far crescere almeno nei valori umani?
Forse prima di imprecare, vale la pena di dirci veramente BUON ANNO, ma con la grinta giusta per porci come seme buono e con il coraggio di manifestare con la vita che per noi il Vangelo è ancora valido e capace di indicare vie nuove, rispettose dell’uomo.
Il cristianesimo non è morto e oggi può iniettare speranza nel cuore di ogni essere umano, ma questo avverrà se noi cristiani credenti, augurando BUON ANNO, ci mettiamo in gioco e perdiamo la faccia seguendo la logica evangelica della preghiera, della solidarietà, del servizio e dell’impegno sociale serio e duraturo.

Don Mauro

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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 08 Gennaio 2014 10:14)